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"Regione Lombardia/1 - DGR X/1953"

Nuova delibera della Giunta Regionale in materia di assenze nei servizi socio-sanitari

Per ben comprendere la portata della Delibera della Giunta Regionale n. 1953 del 13 giugno 2014, occorre fare un passo indietro nel tempo, e precisamente sino al 20 dicembre 2013 e alla DGR n. 1185. In quella delibera la Regione Lombardia decise i limiti massimi di giornate di assenza dai servizi rivolti alle persone con disabilità (per ogni utente: max 10 giorni di assenza consecutivi sino ad un massimo di 20 giorni annui) (CDD, RSD e CSS). Superati tali limiti, il Fondo Sanitario Regionale cessa di finanziare i costi dei servizi.  Come prevedibile, sia da parte delle Associazioni (LEDHA e ANFFAS in primis) che da parte degli enti gestori dei servizi, sono sorte perplessità e preoccupazioni. Due su tutte:

  1. il rischio che, soprattutto nei servizi residenziali, il limite dei 20/giorni/anno potesse limitare fortemente il mantenimento dei legami familiari (rientri settimanali, periodi di vacanza, ecc.);
  2. il rischio di vedere scaricati sulle famiglie i maggiori costi che, inevitabilmente, gli enti gestori devono coprire a seguito della riduzione del finanziamento regionale.

C’è da dire che l’Assessorato ha dimostrato da subito una concreta disponibilità al confronto, purchè basato su dati e considerazioni di merito, e non su ipotesi o pregiudizi.

La DGR 1953/2014

La DGR approvata nei giorni scorsi dimostra che i mesi trascorsi tra i due provvedimenti sono serviti a fare chiarezza e a rivedere in profondità il primo provvedimento che, seppur confermato come norma generale, è stato rivisto in profondità. Questi gli elementi essenziali:

  • la nuova delibera assegna alla ASL un ruolo primario, perché deve rilasciare una specifica autorizzazione, sulla base dei programmi educativi e terapeutici individuali, al superamento del limite dei 20/giorni/anno. Tale specifica autorizzazione deve essere rilasciata, nell’ambito dello svolgimento delle funzioni di vigilanza della ASL (condotta sull’operato degli enti gestori dei servizi), “…al fine di garantire la corretta finalizzazione delle  assenze al completamento del processo assistenziale…”;
  • per tutte le unità d’offerta socio-sanitarie le assenze dovute a soggiorni climatici organizzati non concorrono alla determinazione del tetto dei giorni di assenza, purchè siano impiegati operatori – anche unitamente ad altri – che abbiano rapporti stabili con le persone che svolgono il soggiorno;
  • le assenze a carico del FSR per rientri in famiglia valgono esclusivamente per il sistema dei servizi residenziali.

La DGR 1953/2014 definisce poi il quadro specifico delle nuove “regole”, distinto per unità d’offerta e età delle persone con disabilità che le frequentano. In sintesi questo il quadro definito con la DGR in questione: 

unità d’offerta

Persone con disabilità - minori (età inferiore ai 18 anni al 1 genaio 2014)

Persone con disabilità - maggiorenni

RSD e CSS

Il tetto di assenze remunerabili con oneri a carico del FSR, ove trovi specifiche e articolate motivazioni nell’ambito del Progetto Educativo Individuale con evidenza del rapporto del minore con la famiglia d’origine: sino ad un massimo di 90 giorni/anno.

Il tetto di assenze remunerabili con oneri a carico del FSR per rientri in famiglia, ove trovi specifiche e articolate motivazioni nell’ambito del Progetto Educativo Individuale: sino ad un massimo di 50 giorni/anno.

 

 

 

unità d’offerta

Persone con disabilità - minori (età inferiore ai 18 anni al 1 genaio 2014)

Persone con disabilità - maggiorenni

CDD

È possibile rendicontare la frequenza scolastica come assenza remunerata a carico del FSR esclusivamente per le giornate di presenza del personale educativo presso la Scuola e a condizione che tali presenza superi le 4 ore giornaliere. Le attività scolastiche devono essere dettagliatamente previste nel Piano di Assistenza Individuale e tra la struttura e la Scuola frequentata dal minore deve essere definito un apposito protocollo nel quale vengono precisate le modalità con cui viene assicurata la presenza dell’educatore: sino ad un massimo di 30 giorni/anno (comprese le 4 giornate di programmazione educativa).

Il tetto di assenze remunerabili con oneri a carico del FSR, ove trovi specifiche e articolate motivazioni nell’ambito del Progetto Educativo Individuale, comprensivi anche di 4 giorni ammissibili per le attività di programmazione educativi previsti dalla dgr 1185/2013: sino ad un massimo di 30 giorni/anno.

La DGR 1953/2014 affronta poi altri aspetti, qui non commentati, che vale però la pena di analizzare. Ad esempio: l’auspicio di R. Lombardia di verificare il corretto e coerente utilizzo delle unità d’offerta socio-sanitarie rispetto al bisogno della persona, a partire da quelle situazioni che non richiedono un inserimento prolungato nel tempo, ma attività di sostegno diurno o limitato a pochi giorni nell’arco della settimana.

Conclusioni

Come già detto, appare evidente come in questa circostanza il confronto apertosi nei mesi scorsi con Regione Lombardia abbia prodotto una revisione della precedente decisione  che appare senz’altro  più adeguata alle necessità delle persone con disabilità, delle loro famiglie, e quindi di chi gestisce i servizi.

In secondo e ultimo luogo appaiono pienamente convincenti e condivisibili i forti e precisi richiami alle ASL che devono stabilire la congruenza tra progetto individuale e necessità di maggiori periodi di assenza dal servizio. Se questo si tradurrà in un ulteriore e non necessario appesantimento “burocratico” a carico delle gestioni, questo non è dato, oggi, né di sapere né di dubitare. A noi piace invece pensare, fino a prova contraria, che la strada intrapresa dall’Assessorato vada nella giusta direzione, forzando il sistema verso prassi professionali e organizzative sempre più attente alla personalizzazione degli interventi.

Per il momento, si ripete, non resta che manifestare soddisfazione per una decisione che, per i motivi qui esposti, ha certamente contribuito a migliorare il funzionamento del sistema regionale. 

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