Con l’arrivo dell’estate, la ricerca di un centro estivo diventa per molte famiglie un percorso pieno di ostacoli. Iscrizioni negate, richieste di assistenti a carico della famiglia, attese prima di poter iniziare: situazioni che capitano ancora troppo spesso — e che sono illegali.
Il Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi ha pubblicato una scheda legale chiara: ogni bambino e bambina, indipendentemente dalla disabilità, ha il diritto di partecipare ai centri estivi su base di uguaglianza con i propri coetanei. È un diritto sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Cosa non ti possono chiedere e cosa non possono farti
- Negarti l’iscrizione per via della disabilità: è discriminazione, punto.
- Chiederti di dichiarare l’assenza di disabilità al momento dell’iscrizione: è una forma di esclusione camuffata.
- Farti pagare l’assistenza: qualsiasi costo legati ai sostegni necessari, non deve ricadere sulla famiglia.
- Farti aspettare: tuo figlio o tua figlia ha diritto di partecipare dal primo giorno, non da quando “arriva il supporto”.
- Imporre automaticamente il rapporto 1:1: ogni situazione va valutata individualmente, in base alle attività concrete.
Chi deve attivarsi? L’organizzatore, non la famiglia.
Che si tratti del Comune, di una parrocchia o di un ente privato, è l’organizzatore del centro estivo ad avere la responsabilità di garantire le condizioni per una partecipazione piena, anche attivando una rete utile a garantire tutti i sostegni necessari. Non tocca alla famiglia trovare soluzioni o coprire costi.
Anffas Brescia è al tuo fianco
Se stai incontrando difficoltà nell’iscrizione di tuo figlio o tua figlia, o se hai bisogno di capire come muoverti, siamo a disposizione. Possiamo orientarti sulla base della scheda legale del Centro Bomprezzi e aiutarti a far valere i tuoi diritti.
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